Un piccolo edifico che si sviluppa verso l’alto con due piani fuori terra per ridurre al minimo il suo ingombro sul lotto. Un volume puro di 5.20 m per 5.45 m di base e 6.30 m di altezza in grado di superare le chiome delle 100 piante di ulivi e cercare l’affaccio verso il mare. La forma dell’edifico individua delle corrispondenze tipologiche  formali e funzionali con le tipiche torri di avvistamento della costa ligure. Così come le torri saracene erano delle strutture difensive monolitiche utilizzate per avvistare i nemici, allo stesso modo questa piccola abitazione si innalza oltre le chiome per raggiungere con lo sguardo affacci privilegiati verso il paesaggio. La costruzione è articolata su due livelli sovrapposti, in una combinazione di spazi interni ed esterni che catturano il paesaggio trasformando l’abitare in pura emozione: l’architettura si completa con il luogo.

Il rapporto fisico e visivo tra interno ed esterno diventa fondamentale e lo spazio interno è concepito come luogo protetto finalizzato a contemplare il paesaggio. Affinché nulla interferisse con gli affacci verso l’esterno, tutti gli spazi principali dell’abitazione sono stati liberati da ingombri. La zona giorno e la zona notte sono definiti da limiti che da una parte contengono gli spazi secondari e dall’altra si aprono con vetrate a tutta altezza verso l’esterno. Gli spazi secondari vengono morfologicamente assorbiti dalle spesse murature perimetrali: la cucina, il bagno e gli armadi sono contenuti in profonde nicchie laterali e chiusi con pannellature mobili mimetiche a filo parete.

Nel progetto convivono storia e innovazione, tecniche costruttive tradizionali e nuove tecnologie, antichi usi legati alla coltivazione dell’oliva e nuove tipologie abitative.
La semplicità formale e concettuale del progetto genera spunti inaspettati che si impongono all’attenzione del visitatore obbligandolo a riconsiderare il suo comodo punto di vista. Il recupero sapiente di piccoli manufatti agricoli è un utile strumento per dotare intere porzioni di territorio ligure, altrimenti destinato all’abbandono, di strutture moderne, confortevoli e belle. Una nuova modalità di abitare un luogo non più fatta i grandi condomini per la villeggiatura di massa ma di tipo puntuale, diffuso e strettamente legato alla tradizione agricola locale: un nuovo modo di abitare e valorizzare i tradizionali luoghi di lavoro che chiedono soltanto di essere resi più ospitali e meno faticosi.


CREDITI
Strutture: Ing. Michele De Rossi
Impianti Termici: Marco Baro
Impianti Elettrici: Massimo Subrizio

RICONOSCIMENTI E PREMI
Premio Nazionale Selinunte 2016 Menzione speciale, con il progetto “Casa tra gli Ulivi“, organizzato da Associazione Italiana di Architettura e Critica, presS/Tfactory – Architects meet in Selinunte 6°edizione
Premio Città in Trasformazione 2015, risanamento e riuso di periferie e aree dismesse, spazi pubblici e mobilità urbana. Premiato al XXV seminario internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana di Camerino.

 

Sostenibilità ambientale: Ing. Davide Ambrosio
Realizzazione: Eredi Ercole Rosso-Musso, Cà Bianca
Illuminazione: Arch. Cristina Bollatino (Zumtobel-Bega)
Collaboratori: Arch. Rossana Iantorno, Silvia Nardi

PUBBLICAZIONI SELEZIONATE
Luigi Prestinenza Puglisi, Tra gli ulivi della Liguria il rustico di design firmato Studioata, Edilizia e Territorio quotidiano del Sole 24 ore, 20 Giugno 2016
Irene Guzman, Rifugio in pietra con vista mare, Abitare, 19 Aprile 2016
Studioata, Città in trasformazione – Changing citiesXXV Seminario internazionale e Premio di Architettura e Cultura urbana, Camerino 29 luglio – 2 agosto 2015, Di Baio editore, Milano 2015, pp. 74-75