
Il recupero del Castello di Macello, iniziato nella seconda metà del secolo scorso, ci ha consegnato il manufatto in buone condizioni, ma non secondo gli standard abitativi contemporanei. I saloni del piano nobile sono adibiti ad eventi e ricevimenti, le camere all’ospitalità, mentre gli ambienti del piano primo e secondo all’abitazione.
L’intervento ha unito il recupero conservativo di manufatti storici come serramenti, pavimenti in cotto, affreschi, vetri a cattedrale e soffitti a cassettoni lignei con il riuso, in completo contrasto tra il contemporaneo e l’antico e anacronismi veri e propri.
Il nome del progetto prende spunto ironicamente dalla celebre commedia “Non ci resta che piangere”, come i due interpreti nel film vengono catapultati per magia nel 1492, anche noi, attraverso il nostro lavoro, abbiamo cercato di far vivere questo “viaggio nel tempo” ai fruitori di questi spazi.
Nello specifico, sono stati recuperati, mediante la dotazione di impianti tecnologici assenti o non adeguati al vivere di oggi, alcuni ambienti del piano primo e secondo, ai quali si accede dal loggiato quattrocentesco.